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Piccole
Guide
Poetiche

L'infanzia che svela parti di una città
nascosta agli occhi adulti 

un progetto di Beatrice Baruffini
a cura di Associazione Micro Macro
collaborazione artistica Agnese Scotti
organizzazione e coordinamento Flavia Armenzoni
reportage video Jacopo Niccoli
con il contributo di Fondazione Cariparma

18 e 19 giugno 2022 - ore 18:00
Quartiere Oltretorrente - via Imbriani

capienza limitata
prenotazione obbligatoria

al 3483519652 o via mail a
associazionemicromacro@gmail.com

Ritorna a Parma il progetto Piccole guide poetiche ideato dall'artista Beatrice Baruffini, organizzato dall'Associazione Micro Macro con il contributo di Fondazione Cariparma. Questo progetto, già sperimentato con grande successo al Teatro Farnese in occasione delle manifestazioni promosse dal Complesso della Pilotta per i quattrocento anni della sua costruzione e articolato in varie tappe successive, pone al centro l'infanzia che, attraverso un lavoro di esplorazione teatrale di luoghi simbolo della città, intende svelare agli occhi adulti parti di una città nascosta. Cosa guardano i bambini? Come guardano? E, soprattutto, il loro sguardo può farci vedere cose che noi adulti non avevamo visto? Affidare all'infanzia il compito di rivisitare un luogo può condurci ai suoi anfratti più reconditi. Può farceli guardare come non li avevamo mai visti prima. Il loro unico, vivo sguardo sulle cose, il loro essere attratti da ciò che non è convenzionale, la loro straordinaria potenza espressiva può aiutarci a ridisegnare un mondo, che abbiamo ancora voglia di esplorare e del quale, come adulti, abbiamo necessità di ritrovarne l'incanto. 

«Da qualche tempo, come autrice di teatro, ho iniziato una ricerca linguistica, artistica e di pensiero legata all’infanzia per un pubblico adulto», ha dichiarato Beatrice Baruffini: «Ci rivolgiamo ai bambini perché crediamo che il loro non-sapere così destrutturato, ingenuo, romantico, ma anche crudele e spiazzante, i loro pensieri così profondi e mai banali, possano aiutarci ad avere una più ampia comprensione del mondo. I loro occhi guardano e le loro menti pensano secondo una coerenza poetica che aspetta solo di essere tirata fuori, con cautela, facendo attenzione che la contaminazione sia di sostegno e non invasiva, sia rispettosa e non adultocentrica».

Le guide poetiche impegnate in questo secondo percorso, realizzato grazie alla collaborazione con la Casa del Quartiere Villa Ester e Laboratorio Famiglia Oltretorrente,  sono 15 bambin* dai 7 agli 11 anni. Hanno lavorato come veri e propri esploratori di città:  muniti di zainetti, quaderni, matite hanno percorso alcune strade e piazze, osservato attentamente, realizzato interviste agli abitanti, ai negozianti, ai passanti, ricostruendo un racconto poetico anche grazie alla relazione con gli abitanti. Così si presentano: «Noi siamo le Piccole Guide Poetiche. In questi giorni abbiamo esplorato via Imbriani usando al meglio il nostro cervello, gli occhi, le orecchie, il naso, le mani, la bocca… tutti i sensi! I veri esploratori devono essere curiosi, attenti, silenziosi, pazienti e coraggiosi». Da questo lavoro di osservazione emergono dai bambin* i primi pensieri:

Ci siamo allenati anche ad ascoltare i rumori: le foglie che cadono, il vento, le biciclette e i loro campanelli, le macchine, gli aerei in cielo, i lavori nelle case e le persone che parlano. Abbiamo sentito anche tante lingue diverse, come l’italiano, l’inglese, i dialetti, l’africano, l’indiano e l’arabo…

Alla Mensa di Padre Lino

In mensa vanno tanti nonni. Potrebbero essere persone povere, oppure anche ricche che magari non hanno una famiglia e che vogliono mangiare insieme. Visto che credono in Dio forse mangiano il cibo dell’antichità, dei tempi di Gesù… il pane e il vino.

Osservando un muro di via Imbriani

Lì c’è scritto “Libertà in Africa” per protesta contro chi cattura gli animali africani: i leoni, le tigri, i canguri e gli elefanti… forse l’ha scritto Banksy oppure un ragazzo che scrive libri africani…

In Piazzale Picelli

In questa piazza cento anni fa le persone povere che vivevano nell’Oltretorrente hanno costruito delle barricate con tutto ciò che avevano: mobili, letti, armadi, cassettoni, cucine... anche con le panche della chiesa prestate da Padre Lino! Queste barriere servivano a bloccare l’invasione dei fascisti che volevano conquistare la città. I cittadini, seguendo Guido Picelli, sono riusciti a proteggere Parma dai nemici.